29/04/2009

Si riparte: Tugli

Tugli

 

Cittadina nei pressi di Napoli, essa tuttavia non appartiene allo Stato italiano, essendo diretto patrimonio di Cosa Nostra. Gli abitanti si chiamano tugliatini.

 

Storia

Tugli era un insignificante paesino in provincia di Napoli. La vita scorreva tranquilla, tra rapine, scippi e stupri. Zio Peppo, sindaco e barbiere del paese, governava con la giusta iniquità e tutti erano felici. L’incantesimo si ruppe nel 1996, quando il cugino di Zio Peppo, detto Lo Gnu, si trasferì a Tugli. Egli era un esponente di spicco della Sacra Corona Unita, ed inoltre sua moglie, Diego dalla Palma, era imparentata sia con Licio Gelli che con Totò Riina. Un’ondata di mafiosi, con relative famigghie, sgherri, contrabbando e omicidi invase il placido paese, che in poco tempo, grazie alle speculazioni e agli abusi edilizi, arrivò a toccare i centomila abitanti (onesti 342). Si scoprì che Zio Peppo già da tempo era invischiato in loschi affari: il suo salone di barbiere era stato il primo rifugio di Bernardo Provenzano; imbrogliava sempre alle elezioni e a tressette; si era arricchito col commercio illegale di foche da circo. Grande fu lo sdegno, ma fu comunque rieletto. E così nelle elezioni successive. Frattanto lo Stato italiano, guidato da Francesco Totti, sottaceva sull’increscioso “centro operativo della mafia” (come recita il cartello all’ingresso di Tugli), preferendo interrogarsi sull’utilità della Coca-cola zero. Nel 2001 ci fu un vero e proprio colpo di Stato: Lo Gnu e Zio Peppo si recarono dal Ministro degli Esteri italiano, Topo Gigio, dichiarando l’indipendenza della loro città. Il titolare della Farnesina, messo alle strette, coraggiosamente rispose: “M’importa una bella sega”, ufficializzando così la scissione. Da allora la mafia ha operato senza ritegno alcuno, con speculazioni veramente scabrose. È difatti da Tugli che è nata l’emergenza rifiuti, malefico piano partorito da Zio Peppo per mettere in ginocchio l’Italia. Per anni Tugli ha immagazzinato i propri scarti dentro lo stomaco di Galeazzi, per poi riversarli su gran parte della Campania. L’ondata di monnezza, unita agli escrementi del popolare giornalista, ha colto di sorpresa Antonio Bassolino, che in quel momento era dalla pedicure. Incazzato come una biscia, ha dichiarato guerra ai rifiuti, ma poi, ricordandosi di dover andare a giocare a boccette, ha lasciato perdere, passando la palla al Governo Totti, che ha calciato malamente alla sinistra del portiere. L’opinione pubblica, sdegnata, rovescia il molle e fragile esecutivo del romanista per eleggere la prima donna (sicuri?) Presidente del Consiglio, Maria de Filippi. L’autoritaria premier in breve risolve la situazione: capisce che dietro a tutto questo immane casino non può che esserci la mafia e, quindi, Tugli. Convoca Zio Peppo, lo stupra e poi gli concede l’appalto per lo smaltimento dei rifiuti. Il progetto dell’ex buon barbiere giunge così a compimento, ed egli, manovrando le televisioni di un esperto di lifting, tale Berlusconi, riesce a sembrare un eroe, l’uomo che ha sbrogliato la matassa. Le voci di corridoio dicono cha abbia sedotto Maria de Filippi e si accinga a farsi consegnare tutta l’Italia.

 

Geografia del territorio

Il territorio di Tugli è quasi esclusivamente pianeggiante. L’unica asperità è costituita dal Monte P2, artificiale, dove vivono tutti i pezzi grossi. È attraversato da numerosi corsi d’acqua, ma tutti a carattere torrentizio. C’era un lago, prima che i militari gentilmente offerti dal Governo lo riempissero di spazzatura. Ergo, d’estate è tutto secco. Tuttavia questo non rappresenta un grave problema: l’acqua, per le speculazioni, manca anche d’inverno, e il terreno, per la stessa causa, è completamente cementificato. Il clima è mediterraneo, con estati secche ed inverni non troppo freddi. In alcune zone del centro, data l’aria particolarmente irrespirabile, si può osservare il rarissimo ramarro fluorescentis-magnamerd, noto per la pericolosità dei suoi rutti, capaci di stendere una mandria di buoi maremmani. Chiaramente, data la sua terribile nefandezza e pericolosità, Tugli è invisibile sulle carte geografiche e molto difficile da raggiungere: l’unica possibilità è attraverso una piccola stradina di montagna, ancora percorsa da asini e cavalli. Comunque, niente in confronto alla Salerno-Reggio Calabria, che versa in quello stato perché così ha deciso il Gran Consiglio di Tugli.

 

Insediamenti umani

La densità di popolazione di Tugli è molto elevata. L’arrivo in massa dei mafiosi ha causato un vorticoso aumento degli abitanti, e di conseguenza degli edifici. Ovviamente, da buoni malavitosi, i nuovi padroni della città hanno ben pensato di tirare al risparmio: così, i crolli sono all’ordine del giorno. Tugli si presenta come una continua distesa di palazzine, tanto che è impossibile individuare un centro ed una periferia. L’unica zona sicura è la collina, salendo verso Monte P2: là si distinguono villette e ville signorili, e tutto è immerso in un pacifico verde. Scenario diverso, quindi, dalla piana, dove le industrie e gli inceneritori lavorano a pieno regime, contribuendo ad innalzare il livello di mortalità e di malattie, più del doppio della media italiana. La speranza di vita, per colpa dei continui omicidi e degli incidenti edili, è di circa cinquantuno anni, il che attenua l’annosa questione delle pensioni.

 

Economia

In questo periodo di grave crisi economica mondiale, lo spettro della recessione non aleggia su Tugli. Anzi, la città di Cosa Nostra chiude ogni anno il suo bilancio in positivo; particolarmente roseo il 2008, grazie agli appalti sulle discariche campane.

Settore primario

Quasi assente: dove il terreno non è rivestito di cemento, è contaminato. I rifiuti tossici del sottosuolo consentono di coltivare i pomodori con sorpresa, gialli e con vari ripieni (Quattroruote, un pacchetto di MS, Danny de Vito ecc. ecc.) e i fagiolini killer, che tenteranno di strozzarvi nel sonno.

Settore secondario

L’industria è molto più sviluppata dell’agricoltura. Rilevanti le aziende legati allo stoccaggio e all’incenerimento dei rifiuti; quelle per la produzione di armi; di protesi; di sigarette di contrabbando. Inoltre, Tugli detiene il primato mondiale per la produzione di suore di clausura, costruite sulla catena di montaggio, modificata, della mitica Ford T.

Settore terziario

È  questo il settore che incide maggiormente sul PIL di Tugli: anzitutto, il commercio è florido, grazie alle esportazioni dei manufatti delle industrie locali (armi in testa) e al riciclo di droga proveniente dal Sudamerica e di prostitute dell’est europeo. Per quanto riguarda i servizi, nella città non mancano né quelli essenziali (ospedali, scuole…), né quelli accessori (cinema, teatri…). Peccato siano abusivi e il personale scarseggi.

 

Ordinamento politico

A capo di Tugli si trova Sua Eccellenza Baciamolemani Zio Peppo, che ha la carica d’Imperatore a vita ed anche oltre. Il suo braccio destro è Lo Gnu, ovvero il Presidente del Gran Consiglio, altro ruolo a durata vitalizia. Questi due personaggi sono politicamente intoccabili, ma si può sempre risolvere il tutto con un colpo di lupara. L’Imperatore può fare quello che vuole, tranne andare contro il Sacro Ordinamento Annuale che viene approvato durante l’Epifania dal Gran Consiglio in seduta plenaria. (Tutto ciò è comunque una formalità, visto che il documento viene redatto proprio da Zio Peppo: è per evitare che vada contro se stesso, probabile visto che con l’avanzare dell’età s’alza il rischio d’arteriosclerosi). Il Presidente del Gran Consiglio non serve a una mazza, era per tenere buono Lo Gnu: la carica verrà abolita alla sua morte.

Il Gran Consiglio è, in sostanza, l’equivalente del Parlamento italiano. Composto da seicentosessantasei membri, viene eletto ogni cinque anni. I partiti attualmente rappresentati sono: SCU (Sacra Corona Unita, estrema sinistra); PMD (Partito mafiosi democratici, centro-sinistra); PCL (Partito camorra e libertà, destra); PN (Potere ‘ndrangheta, estrema destra). Probabile l’ingresso di nuove formazioni in rappresentanza delle cosche straniere alle prossime elezioni. Sotto l’inutile Presidente troviamo il Viscido Moderatore, che gestisce le sedute, e il Cesso dei Ministri. I requisiti per entrare sono: avere un’amante o essere bisessuali; drogarsi; avere precedenti penali ed essere pronti a dare via il culo (metaforicamente parlando). Vi sono inoltre quattordici membri di diritto scelti tra le famiglie mafiose più in vista, ognuno con almeno otto pallottole in corpo. Il Gran Consiglio promulga le direttive, il Cesso dei Ministio ha il compito di metterle in atto.

Per quanto riguarda il potere giudiziario, questo è in mano alla Corte di Giustizia, composta dai più grossi imbecilli raccattati per le strade di Tugli. Per i casi di enorme gravità (come ad esempio il pagamento delle tasse) si riunisce la Suprema Commissione di Supervisione, formata dall’Imperatore, dai membri di diritto del Gran Consiglio e dal pm Guariniello, che se non mette bocca dappertutto non ci dorme la notte e i vicini poi s’incazzano.

 

Curiosità

Il nome della città è stato scelto dai primi abitanti, degli emigranti pistoiesi. Nella cittadina toscana i giovani si divertivano a fermare le ragazze e dire loro, indicando un amico: “Oh, scusa, tu gli garbi” per cercare di abbordarle o semplicemente per farsi due risate. S’iniziò quindi a dire “facciamo un tugli”, e fu il primo nome che venne in mente alla fondazione della città.

 

Al posto della solita statua di Garibaldi, in piazza c’è quella dell’idolo locale, il bandito Giuliano.

 

Pare che Marlon Brando abbia trascorso un mese a Tugli per immedesimarsi nel personaggio di Vito Corleone, osservando di nascosto Zio Peppo.

19/11/2008

La fine e un nuovo inizio

Eh si, il Club della Bianca Potenza chiude. Ma non si disperde, tanto che ha deciso di tuffarsi in una nuova avventura editoriale, il settimanale "Il Cocktail". Dategli uno sguardo all'indirizzo: ilcocktail.spaces.live.com

24/09/2008

La Demenza

(rielaborazione della canzone "La paranza" di Daniele Silvestri) 

La demenza è una scienza
che si origina dal grado di pendenza
e la Princi, con prudenza,
l'ha inclusa nella sua scarsa pertinenza

Il De Cicco, in licenza,
non la cerca e si imbarca per Malpensa
ne ha troppa, d'esperienza,
e sa di voler solo una vacanza

non si trova, ma si pensa
che il Tasi la ricerchi in Provenza
con un fungo, come pietanza,
Super Mario mostrerà la sua prestanza

classici, classici
c'è ancora una speranza
prima che il Coppini irrompa nella stanza
prima che la Flamma ti chiami in presidenza
ci si depura...con la demenza

la demenza, la demenza
come si fa a viver senza
ma influenza l'esistenza
con una certa e cara insistenza

By Il Necromante